Il Volo della Fenice – Palazzo Panichi – Piazza Duomo a Pietrasanta – Sabato 28 giugno – Domenica 13 luglio

Sabato 28 giugno – Domenica 13 luglio

Luogo: Palazzo Panichi, Piazza Duomo Pietrasanta

Inaugurazione: Sabato 28 ore 19:00

Artisti: Friedrich Dickgiesser, Arnim Toelke, Leander Kresse, Reinhold Braun, Alexander Knych, Junior Toscanelli, Giuseppe Donnaloia, Andrea Carpita, Marco Salvetti, Dany Vescovi, William M. Zanghi, Fulvio di Piazza.

 

Palazzo Panichi ospita una mostra che rappresenta un percorso nella pittura contemporanea, giocato sul confronto fra Germania e Italia, con protagonisti 11 artisti che hanno scelto la pittura come medium espressivo privilegiato.

Italia e Germania, storicamente legate da relazioni culturali, politiche e sociali, spesso conflittuali ma sempre profonde.

La mostra “Il Volo della Fenice”, intende tracciare una parziale mappa delle esperienze pittoriche identificative di una generazione di artisti italiani e tedeschi, che a partire dagli anni Ottanta si è contrapposta all’imperante clima concettuale che aveva caratterizzato l’arte del precedente ventennio.

In pieno clima postmoderno, si diffonde nell’emisfero occidentale il ritorno al medium pittorico; in questo clima in Italia e in Germania si strutturano, grazie alla sinergia fra alcuni critici d’arte e gallerie movimenti articolati e complessi.

Mentre in Italia si afferma la Transavanguardia, teorizzata e formalizzata criticamente da Achille Bonito Oliva, in Germania si afferma il cosiddetto movimento dei Neoespressionismo.

La mostra “Il vuole della fenice” intende mettere in evidenza anche le varie forme di “resistenza” che la pittura ha messo in atto nel corso dell’ultimo ventennio, insinuandosi fra tendenze tecnologico-

espressive che hanno caratterizzato l’arte contemporanea.

Una pittura che ha attraversato varie fasi e format, attraversando anche quella del “grado zero”, dell’annullamento iconografico a beneficio del potenziamento del gesto stesso, dell’atto di dipingere come azione “militante”.

 

Anche la trasmissione del sapere e le forme di discepolato si sono contrapposte.

Dal diffuso solipsismo che ha caratterizzato gli anni Novanta e gli anni Zero, che ha fatto seguito all’epoca dei collettivi e dei movimenti, accompagnato dal fenomeno dei vari –ismi, in questa mostra vediamo un nucleo compatto di artisti tedeschi, cresciuti e tutt’ora sodali con l’operato di Markus Luperz.

Un gruppo di artisti che ha condiviso l’operato artistico del maestro e, alcuni di loro anche quello didattico presso l’Accademia di Belle Arti di Dusseldorf, sviluppando un linguaggio e uno stile personale, se pur debitore dell’esempio del capostipite.

Sul versante italiano, osserviamo un nucleo di artisti che hanno saputo rielaborare istanze di varia provenienza, dotati di un’approfondita conoscenza storico-artistica, coniugata con un’attenzione diffusa e attenta per le suggestioni semantiche dei nuovi linguaggi della contemporaneità.

Un gruppo intergenerazionale, con stili personali molto marcati e con influenze plurime adeguatamente trasfigurate e non più rintracciabili nell’articolazione dei dipinti.

Una mostra che intende ribadire l’assoluta attualità della pittura, che sin dalle grotte di Lascaux risponde a un’insopprimibile esigenza dell’individuo, quella della pulsione scopica.

La necessità dello sguardo di essere alimentato da metafore visive che permettono di interpretare le radici essenziali dell’esistenza.

La capacità di rappresentazione della pittura, che le successive innovazioni tecnologiche, da quelle ottocentesche di fotografia e cinema per arrivare a quelle digitali che simulano la realtà in tutte le sue componenti, non sono riuscite a sopprimere.

Nonostante il coro di prefiche che a intervalli regolari annuncia la morte della pittura, come una Fenice che rinasce dalle ceneri, quest’ultima continua a sopravvivere e alimentare lo sguardo senza interruzioni.

 

Info: pressoffice@cavpietrasanta.it Tel. 0584 792655

Ingresso libero Martedì-Domenica 18-20 | 21-23 Lunedì chiuso

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