Mostra di Gauguin a Milano

Dalla fine dello scorso mese d’ottobre Milano ha un nuovo museo, il MUDEC, sorto in via Tortona nell’area ex Ansaldo. E’ un luogo d’incontro tra le diverse culture con le quali vuole stabilire un dialogo permanente oltre che a presentarsi come un nuovo spazio espositivo. Le sale a piano terra sono state destinate all’esposizione di una parte del patrimonio del museo che consiste in oltre ottomila esemplari ed è composto da tessuti, armi, oggetti d’uso quotidiano, animali, strumenti musicali tutto proveniente dai paesi lontani oltre ad opere d’arte africane, asiatiche, dell’Oceania e delle Americhe comprese tra il 1200 a.c. e il Novecento. E’ come compiere un viaggio in tutto il mondo etnico ed anche una riflessione sui cambiamenti nelle popolazioni avvenuti nei secoli.

Nell’area dedicata alle nuove esposizioni temporanee, con l’intento di ampliare il numero dei visitatori, la partnership tra il Comune e 24Ore Cultura ha programmato un’agenda di mostre: A Beautiful Confluence. Anni e Josef Albers e l’America Latina che presenta le opere di due artisti contemporanei in dialogo con gli oggetti precolombiani della loro collezione; Milano Città Mondo. # 01. Eritrea è un focus su una delle numerose comunità internazionali presenti in città; Barbie. The icon esibisce in fantastiche bacheche un numero eccezionale della super bambola più conosciuta al mondo e che da oltre cinquanta anni ha superato tutte le frontiere linguistiche, culturali e sociali mentre Gauguin. Racconti dal paradiso parla di mito, fantasia, sogno e realtà.

 

Gauguin – nasce a Parigi nel 1848 e muore alle isole Marchesi nel 1903 – è il pittore con i colori intensi e vibranti, amante dei paesi lontani e delle isole dei mari del sud.

gauguin milano 2015-2016 mostra

Il suo stile è in un primo tempo legato all’impressionismo, ma si trasforma gradualmente in forme sempre più semplici per esprimere la nuova visione della realtà sintetizzando la scena in una superficie bidimensionale realizzata attraverso campiture di colore puro e piatto come negli smalti cloisonné ed è affascinato da tutta l’arte etno, da quella bretone a quella polinesiana.

Attraverso le circa settanta opere di questa mostra curata da Line Clausen Pedersen e Flemming Friborg e provenienti da vari musei e collezioni private, si può riconoscere e analizzare l’iter creativo di Gauguin dai primi lavori fino alle riflessioni di Pont-Aven dove si sente in comunione intima con la natura. Il percorso si articola in sezioni che indagano il suo interesse per tutta l’arte primitiva, legni scolpiti e ceramiche comprese, s’incontrano i dipinti realizzati agli esordi e quelli degli anni della maturità artistica e prende il via da un dipinto che lo vede campeggiare sullo sfondo di una Crocefissione (Autoritratto con Cristo giallo; 1890-91; olio su tela; Parigi, Musée d’Oray).

Nella sua memoria è rimasto impresso un Cristo di legno policromo che si trovava in una cappella nei pressi di Pont-Aven. Il suo viso, intenso in primo piano, è illuminato solo a metà, asciutto e severo, occupa gran parte della superficie e sullo sfondo compare la scena del Sacrificio dai colori autunnali della campagna bretone. L’intelaiatura gioca un ruolo particolare poiché specialmente nella parte retrostante, il colore leggero e sfaldato, lascia intravvedere l’intreccio della tela. Il Cristo giallo non è dolorante, ma l’interprete del volere Paterno e le pie donne, appena accennate, gli tengono compagnia. Un altro capolavoro in mostra è Donne tahitiane sdraiate (Aarea no varua ino, Il divertimento dello spirito maligno; del 1894;olio su tela; Copnhagen,Ny Carlsberg Glyptotek) e corrisponde al periodo dell’età matura. Il cromatismo racchiuso nelle linee curve è intenso ed energico, anche qui la scena è divisa in due parti da un’immagine animalesca, malvagia e oscura con l’occhio rilucente, separa il quadro quasi in diagonale mentre in alto a sinistra compare una maschera polinesiana, Hina, la protettrice delle arti e dei mestieri e innamorata dell’uomo pesce.

Questo è il suo modo di dipingere – il sintetismo – dove il tema predominante è l’armonia tra l’uomo e la natura che lui ricerca particolarmente nelle popolazioni primitive. Ripercorrendo l’evoluzione che l’artista ha sviluppato nel corso della sua vita, l’esposizione rileva l’interesse per le ‘culture altre’ così come il Mudec si propone.

 

Milano  2015-11-05

Michela Sala

 

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